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Festa della MansuetudineGubbioDomenica 28 novembre 1999, dopo 72 anni, il Centro Internazionale per la Pace "San Francesco e il lupo" di Gubbio ha riportato, ancora una volta in vita la "Festa francescana della mansuetudine" per ricordare l'evento dell'ammansimento del lupo, episodio di pace e di riconciliazione ricordato del XXI Capitolo dei Fioretti, e per valorizzare le memorie francescane eugubine - non dimentichiamo che Gubbio è la seconda patria di san Francesco - la chiesetta della Vittorina, la piccola chiesa di San Francesco della pace, Caprignone, |
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Il Presidente Gabriele Laurenzi da il benvenuto e spiega le motivazione che hanno indotto il Centro Pace ha consegnare Il "Fuoco della Pace" alla Caritas Internationalis e alla Federazione Internaz. della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. |
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La piccola chiesa di san Francesco in Mengara, L'abbazia di Vallingegno ed infine il convento e chiesa di San Francesco. Come ogni anno il Centro Pace, in occasione della Festa della Mansuetudine, consegna una copia del Candelabro che rappresenta "Il Fuoco francescano della Pace" ad Enti o Istituzioni che operano nel mondo con la loro opera alla diffusione della cultura della pace. |
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S.E. Mons. Pietro Bottaccioli, Vescovo di Gubbio, illustra il significato del riconoscimento del "Fuoco francescano della Pace" |
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“Festa della Mansuetudine” ….oggi ….. in un mondo in cui troviamo veramente poca mansuetudine …. Si, sembra di andare controcorrente e anche per me, per la prima volta a Gubbio, è sembrato di essere fuori della realtà. Eppure la vera realtà dell’uomo è questa: abbattere la violenza attraverso l’amore, perché l’uomo è fatto per amare ed essere amato. Tanti episodi di violenza avvengono proprio perché alla base c’è stata una mancanza affettiva che ha distrutto le radici. Il lupo di Gubbio è stato ammansito dall’amore….. Questa è l’opera della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, questa è l’opera della Caritas, che non a caso quest’anno hanno ricevuto il simbolo del “Fuoco francescano della pace” ed è anche di particolare rilevanza che uniamo il simbolo del Fuoco alla pace, perché è la forza del Fuoco che distrugge simbolicamente tutto quello che è contro l’uomo, perché è la forza che dà vigore a coloro che credono che l’amore vinca. Il motto di una delle componenti più antiche della Croce Rossa Italiana, Il corpo Militare, è “interamna caritas, un motto che ha in se una contraddizione, perché laddove c’è il fragore delle armi c’è l’amore, che porta in tante parti del mondo uomini e donne di Croce Rossa a sacrificare la propria vita per gli altri. Quello che è indispensabile è che ancora oggi si tenga acceso il Fuoco della speranza e cioè credere che in un mondo in cui sembra di essere tornati indietro nei secoli, (penso alle pulizie etniche, alle mine antiuomo, alle stragi concepite in nome di uno pseudo ideale religioso) ci sia ancora chi indica all’uomo la strada vera, la strada che dà senso e qualità alla vita: Certo c’è il pericolo di demoralizzare, di pensare che è una lotta impari, ma non è così; il bene ha sempre vinto, vince, continuerà a vincere. Penso all’attuale nostro Papa Giovanni Paolo II, malato apparentemente senza forze, e con un ardore tale e una forza interna da essere visto da tutto il mondo come punto di riferimento, come persona che indica i valori veri, laddove altri fanno passare per valori ciò che non è autentico. Penso quanti giovani sono distrutti, ma nello stesso tempo quanti altri giovani guardano al Papa, riconoscendo che annuncia la verità, forse anche scomoda, ma la verità. Che il Giubileo, quest’anno di grazia del Signore, questo evento straordinario che cade anche in un passaggio epocale possa segnare l’umanità, che del resto, nel profondo ha impresso l’immagine di Dio padre a qualsiasi “credo” appartenga. Importante è che ognuno di noi creda che un gesto, un’azione di bene, un sorriso possano cambiare le realtà esistenti: a noi spetta diffondere gli ideali e far si che sempre di più si accresca la schiera di uomini e donne di buona volontà che ancora oggi, come 2000 anni fa, sentano il messaggio di pace che un Bambino è venuto nel mondo a portare. Gen. Magg. Luigi Bencetti Vice Presidente C.R.I. |
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| Il Vice Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana magg. gen. Luigi Bencetti offre la cera liquida per il "Fuoco" | ||
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My
first and strong impressions are about the friendly people I meet at the
Hotel where Fr. Nelson and I where cared for, the wonderfully friendly and
kind Bishop, your own very warm welcome, and the dozens of men and women
whorn we met over the two days of our visit. I think there must be
something special about the citizens of Gubbio that allows them to be so
friendly and considerate. Of
course, we where both taken by the beauty of the countryside. The
buildings, atmosphere, and general hub of human activity in the old town
clinging to the hillside, and to the new town at its feet, proved to be a
strong attraction for us both. Your people so easily draw on a long
history of communal living, of public institution with a finally balanced
democratic base, of a religious life that is energized by the example of
St. Francis, especially of his encounter with the wolf. It struck me as
significant that a community such as the people of Gubbio , motivated by
the Franciscan tradition, should be patrons to action that honors the work
of others in the cause of justice and peace. Give
my kind regards to your community. It was good to hear from you. May I
wish you and yours every blessing and good cheer as we celebrate the Birth
of our Savior. Sincerely
yours in Christ, Bishop Hilton Deakin |
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| S.E.R. Mons. Hilton Forrest Deakin, Vice Presidente per l'Oceania della Caritas versa, a sua volta, la cera liquida. | ||
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Ogni festa per noi cristiani è sempre un lodare Cristo nelle sue creature, in particolare oggi qui a Gubbio nella sua semplicità, con questa festa della mansuetudine, dove i miti possono gustare la gioia della pace e della serenità; come sicuramente il lupo di Gubbio l’ha gustata e sperimentata insieme a frate Francesco e a Cristo. Con l’accendere la fiaccola del “Fuoco della pace” ci auguriamo un domani di speranza e di solidarietà con tutti gli uomini e che questo “Fuoco” possa arrivare in tutte le parti della terra e spegnere il nostro lupo che è dentro di noi, far spazio allo spirito della mansuetudine e dell’amore. Ringraziamo con gioia il nostro Dio che in un mondo tendente a far prevalere tanto male ci ha donato tanti fratelli e sorelle disposti ad aiutare altri fratelli che sono nel bisogno. Fraternamente: fra Stefano o.f.m. cappuccini Sono
un frate polacco che vive a Gubbio, nel convento di San Francesco da poco
più di un anno, ed ho partecipato con interesse alla “Festa della
Mansuetudine” che si è svolta il 28 novembre u.s. presso la chiesetta
della Vittorina. Conoscevo la vita di San Francesco e la sua spiritualità
essendo entrato già in Polonia nell’o.f.m. conventuali, non conoscevo,
però, il suo grande influsso sulla città di Gubbio, che ho scoperto come
sua seconda patria. Grande
effetto ha, quindi, fatto su di me la “Festa della mansuetudine”,
legata al racconto del XXI Capitolo dei Fioretti, ove si parla dell’ammansimento
del feroce lupo da parte di
Francesco. Ho trovato geniale l’iniziativa di commemorare ogni anno tal
evento che richiama a noi del XXI secolo l’importanza di vivere in pace
con tutti, anche con le persone più difficili come poteva essere
difficile ammansire un feroce lupo,
e di adoperarci a costruire la pace ove essa non c’è. Inoltre mi ha
fatto piacere rivivere tale manifestazione, durante la cerimonia della
consegna del “Fuoco francescano della pace”, con gli altri frati del I°
Ordine (Minori e Cappuccini) che pur apparentemente divisi operiamo in
unità d’intenti per il bene della Chiesa. Sono grato ai membri del
Centro Internazionale per la Pace “San Francesco e il lupo” di Gubbio
che hanno fatto rivivere un momento così significativo della spiritualità
francescana legato all’avvenimento così caratteristico e universalmente
conosciuto dell’ammansimento del lupo. Padre
Enrico Suski o.f.m. conventuali |
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| Mentre a destra si vede padre Suski dell'O.F.M. conventuali con in mano le anfore, che saranno custodite nel convento di San Francesco, padre Ruta dell'O.F.M. Cappuccini accende il "Fuoco" | ||
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Nessun
animale al mondo ha fatto conoscere una città quanto il lupo di Gubbio.
Tutti ne parlano, tutti narrano il suo racconto. Come mai? Perché
è un racconto che pone l’accento su un’esigenza profonda dell’animo
umano: la pace. La
“Festa francescana della mansuetudine” che ogni anno ricorda quel
fatto, nel luogo dove la tradizione localizza l’incontro tra San
Francesco e il lupo, rivela al mondo l’esigenza che ogni uomo sia
protagonista di PACE. Bene
ha fatto il Centro Internazionale per la Pace “San Francesco e il
Lupo” ha valorizzare tale manifestazione, omaggio della Città al
poverello d’Assisi che aveva fatto di Gubbio la sua seconda patria. Padre Igino Gagliardoni o.f.m. |
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| Mentre il "Fuoco" arde padre Gagliardoni dell'Ordine dei Frati Minori benedice il "Fuoco" stesso. | ||
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| Consegna del "Fuoco della Pace" e del diploma alla Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. | ||
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| Consegna del "Fuoco della Pace" e del diploma alla Caritas Internazionale | ||
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Saluto della
Città
La Festa della Mansuetudine, il cui messaggio etico-religioso s'identifica con l'immagine potente e universale dell'incontro tra San Francesco e il lupo, ha riaffermato nell'edizione del 1999 il gran valore della pace. "Si vis pace para bellum" affermavano gli antichi "si vis pace para pacem" dobbiamo sostenere noi, consapevoli che la questione non riguarda solo gli Stati, le Cancellerie o i Ministeri della Difesa, ma è una sfida che coinvolge |
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| Il vice Sindaco di Gubbio prof. Filippo Stirati porge il saluto della Città agli illustri intervenuti | ||
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le menti, i cuori la coscienza di ognuno. E allora ecco l'importanza di eventi, come quello di cui parliamo; altamente simbolici, ma altrettanto ricchi di contenuti valoriali. San Francesco di Assisi conobbe e sperimento la ferocia e la violenza dei suoi tempi e scelse la via difficile e controcorrente della mansuetudine come atto supremo di amore, di libertà e di simpatia con il creato. E' giusto che l'uomo di oggi rifletta su questo straordinario magistero. Stiamo chiudendo un secolo che ha consciuto, insieme a formidabili conquiste sociali r scientifiche, lo sterminio programmato a tavolino. Viviamo in una dimensione quotidiana nella quale la tolleranza, la capacità di dialogo, |
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| L'attore Lucio Vinciarelli da lettura del XXI Capitolo dei Fioretti | ||
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il rispetto per le diversità politiche, culturali, religiose, etniche, ecc. sono travolti assai di frequente da ordinari atti di intolleranza, colmi di aggressività. Una cultura della Pace, di mansuetudine è un formidabile programma di vita. Ad essa si coniuga in modo tutto naturale la capacità di spendersi per gli altri, di donarsi disinteressatamente. Il volontariato, la dedizione per chi soffre, fa fatica, è emarginato: è un'altra idea forza che proietta la speranza nel futuro. Noi uomini di politica e delle istituzioni non dobbiamo mai perdere il contatto con questa linfa. Prof. Filippo Stirati vice Sindaco di Gubbio |
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| Messa celebrata dal S.E.R. Mons.Deakin vescovo di Melbourn, da S.E. Mons. Bottaccioli Vescovo di Gubbio e dall'assistente ecclesiasticodella Caritas Padre Viola |
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Cartolina officiale con annullo filatelico utilizzato in data 28/11/1999. Vi è raffigurato il Candelabro del Fuoco Francescano della Pace. |
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